Disegni dei bambini

Se tornassimo indietro nel tempo, ci accorgeremmo di come sia pratica difficile imparare a parlare e finalmente esprimere concetti che senza parole è difficile raccontare a chi vive fuori dalla nostra testa. Il disegno dei bambini, infatti, può essere considerato tra le prime forme principali di comunicazione. I primi gesti infantili, riguardano, il disegno, o più comunemente considerato, “il graffio”. Attraverso una serie di segni senza senso, il bambino permette alla propria psiche una sorta di prolungamento di sé stesso. Attraverso quel tratto impreciso, si viene a contatto per le prime volte con l’immaginazione, il pensiero e le emozioni dell’infante.

Attraverso il graffio prima e il disegno poi, i bambini comunicano concetti che a parole sono di difficile esplicazione. Anche nell’ambito scolastico, i disegni infantili, sono usati come modo per comprendere gli stati emotivi o situazioni familiari difficili. Esso, si rivela uno strumento importante, soprattutto per chi opera nei settori educativi: insegnanti e pedagogisti, infatti, fanno del disegno la rappresentazione grafica dei bisogni emotivi o delle preoccupazioni infantili.

A fare da padrone sono le fasi evolutive che dividono uno scarabocchio da un disegno. Dai 2 ai 4 anni ci saranno solo scarabocchi. Dai 4 ai 7 anni, la fase pre schematica. Dai 7 agli 8 anni, la fase schematica. Dai 9 ai 12 quella del realismo, e infine dai 12 ai 14 anni la fase pseudorealista. Ognuna di queste fasi, presenta una serie di sottofasi, utili per indagare la psiche infantile. L’ultima fase, sarà quella dei preadolescenti, in quel frangente di tempo, il disegno non rappresenterà più l’attività spontanea dell’estro, quanto piuttosto lo sviluppo del ragionamento e della formazione critica dei propri disegni.

Al di là delle forme e del tratto, anche l’uso dei colori è fortemente indicativo dello stato emotivo infantile. L’uso eccessivo del rosso potrebbe indicare stati aggressivi acuti, il nero, al contempo, potrebbe significare la paura e l’angoscia. I colori accesi e vividi, invece, gettano le basi per riconoscere e individuare un bambino la cui psiche è felice e strutturata, e la cui realtà familiare non è spezzata da alcun evento drammatico.
Che siano tratti scomposti, linee spezzate o forme geometriche, disegnare è sempre stato un modo per capire e farsi capire dagli altri. Mai niente di più utile è quindi, lasciare nelle mani di un bambino una matita e una cascata variopinta di colori.

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