L'arrivo di un figlio

Tra i momenti più importanti nella vita di un individuo si configura certamente l’arrivo di un figlio. Tale nuova vita, infatti, stimola e da l’avvio ad una transizione specifica, dove la coppia si avvia ad uno stato di genitorialità.
Tale processo, porta quindi una coppia a diventare un gruppo di persone, il cui cambiamento porta risvolti positivi e negativi.

La nascita di un figlio, prima fra tutte, comporta la modifica essenziale di spazi e tempi. Il tempo che prima si dedicava allo sviluppo del tempo libero, adesso si contrae nella cura genitoriale dei più piccoli. Con la nascita di un figlio, oltre al proprio sostentamento, è opportuno e in un certo senso obbligatorio, provvedere anche al mantenimento e alla sopravvivenza dell’infante. Anche per la donna, il momento che avviene successivamente dopo il parto, è senz’altro un frangente delicato. La donna potrebbe, infatti, attraversare la cosiddetta depressione post partum, un momento dove i sentimenti di tristezza e malinconia si avvicendano di continuo, provocando un netto calo di estrogeni per il buon umore e il buon svolgimento della vita coniugale. Con l’accudimento del minore, le attenzioni, vengono per lo più catalizzate sull’infante, trascurando il rapporto col coniuge.
Tuttavia, ad affiancare il risvolto negativo, c’è senz’altro l’arrivo di una creatura nuova, la cui vita stravolge in maniera positiva la vita coniugale. Con alcuni semplici accorgimenti, infatti, la coppia potrà aprirsi all’arrivo neonatale senza alcuna difficoltà.
È opportuno, infatti, come prima cosa, trovare del tempo per sé stessi e per la coppia. Trovare un tempo e uno spazio dove il neonato non compare è essenziale per permettere lo svolgimento della vita coniugale. È necessario, inoltre, diventare un team, coadiuvando le forze di entrambi in uno scopo comune, dove le paure dell’altro possono essere dissipate dalla forza dell’altra metà e viceversa.
Anche chiedere aiuto è di reale importanza. Quando la quotidianità diventa insopportabile è utile chiedere aiuto ad amici e parenti, senza vivere la richiesta come una sorta di fallimento, ma come una risorsa essenziale per la felicità di tutti.
Come ultimo appunto è essenziale sottolineare che la genitorialità perfetta non esiste. Essere genitori non è un mestiere che si impara e non è un dramma sentirsi paralizzati dalla paura di commettere un errore o due. La genitorialità è un viaggio che si compie a due, dove uno sopperisce alle mancanze altrui, tenendosi sempre per mano.

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