Ragazza ribelle

Ci sono strade fatte per le persone, e ci sono persone fatte per alcune strade, la differenza è nel modo in cui le si percorre.
Il terriccio sfrigola al suo passaggio, niente tacchi alti, suole comode, lacci a zig zag, forma perfetta e colori bilanciati.
Quando tocca il pavimento, lei tace ma sta già raccontando tutto. Disabituata alle regole, incapace di starsene zitta, buona a dipingere striscioni, a farsi il bagno nei secchi della madre tinta.
Due segni di sfida, sui suoi zigomi alti, continua a camminare, imbocca il cemento, passa per il bosco, aggrappa i suoi piedi alla moto elettrica, sfrecciando nel vento, sotto i portici vecchi.
Un morso ad una mela, si ripete in testa una poesia, e mentre attende che la vita si muova, dentro i suoi pantaloni comodi, con la zip della tuta tirata su, vive la strada che si è guadagnata, sorride ad uno sconosciuto, se ne sta zitta mentre dentro grida e ride.
Mentre aspetta alla fermata, si specchia in un riflesso, dentro le sue scarpe comode, allacciata nella sua tuta, con i lacci dei pantaloni affacciati all’aria.
Non è mai stata meglio di così, e quella strada sembra non essere mai stata creata per nulla di diverso, tranne il suo passaggio.

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